
Mi scuso con i lettori del blog se per la prima (e ultima) volta esco dai temi di questo sito per addentrarmi in un ambito molto rischioso, quello della politica. Non pensate subito a destra/sinistra, quelle non c’entrano proprio niente: scopo di questo post è informare la gente dei motivi e delle caratteristiche delle mobilitazioni studentesche di questi giorni (ribattezzate “L’Onda”), che sebbene siano finite anche nei primi titoli dei giornali sono in gran parte ignorate.
Quello che voglio è fare chiarezza sui motivi dei manifestanti e soprattutto su alcuni grossi pregiudizi che chi non partecipa attivamente (magari perchè nella sua città non ci sono iniziative di questo genere) assume inevitabilmente in base alle informazioni che gli pervengono, cioè quelle “per sentito dire”.
Ogni giorno sui TG e dalle bocche dei politici sentite una campana che non è quella degli studenti: quindi, anche se foste strasicuri delle vostre ragioni, vi invito a sentire la mia campana, visto che sono uno studente fuori sede nell’Università di Pisa e sto vivendo sulla mia pelle tutte queste cose.
Innanzitutto: contro cosa si protesta?
Nei telegiornali di questi giorni viene spesso fatta confusione sui motivi della protesta. La situazione si può riassumere così:
- le università (studenti, precari, professori e personale tecnico-amministrativo) protestano in particolare contro i tagli previsti per l’università in un DL fatto da Tremonti poi tradotto in una Legge numerata 133
- le altre scuole protestano in particolare contro la riforma
della scuola promosse dal Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini (sì, quella che ha detto egìda invece di ègida)
- tutti gli universitari e i genitori degli studenti si trovano d’accordo nel dissentire su entrambe le leggi, e in tutta Italia stanno spesso manifestando insieme
Cosa c’è che non va in queste leggi?
Già il fatto che i tagli all’università voluti da Tremonti fossero finiti in un DL (Decreto Legge) fatto ad Agosto la dice lunga sul presunto “stupore” dei vari ministri per le proteste degli studenti: i Decreti Legge sono mezzi veloci per far passare nel minor tempo possibile piccole leggi d’emergenza (ovvero hanno un iter molto più breve e quindi corrono molti meno pericoli di venire discussi dai giornali e non accettati dal parlamento), e Agosto è forse l’unico mese dell’anno in cui non avrebbe successo nessuna protesta universitaria (infatti gli studenti sono in vacanza o comunque i molti pendolari e studenti fuori sede tornano nelle città d’origine). Ovviamente tutto cià è stato fatto nella speranza che non se ne parlasse (e in effetti fino a pochi giorni fa non se ne sapeva niente) e che gli studenti non potessero sfruttare tutto il loro potere.
In seguito alle proteste degli organi istituzionali competenti (per esempio la CRUI, cioè la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), il DL è stato trasformato nella famosa Legge 133 (di cui trovate qua il testo integrale).
Comunque, tornando ai difetti di queste leggi, per le università si possono riassumere nei seguenti:
- vengono tagliati i fondi per un totale di 1,4 miliardi di euro nei prossimi 4 anni: questo può essere interpretato come “un passo avanti” solo nel senso che le Università, già economicamente sull’orlo del baratro, fanno il salto nel vuoto definitivo e precipitano nel burrone
- come soluzione alle difficoltà che le Università avrebbero a sopravvivere viene permessa la loro trasformazione in fondazioni private, il che vuol dire che la FIAT potrebbe comprare l’Università di Torino e finanziarla con i propri fondi. Ovviamente, non sarebbe un sovvenzionamento disinteressato: in questo caso, per esempio, si può ipotizzare che verrebbero bloccate le ricerche sui motori a idrogeno e tutti i ricercatori sarebbero messi a progettare nuovi motori e nuove macchine. Come ho sentito più volte affermare da un famoso docente di Astrofisica qui a Pisa, uno statunitense, “in America il 40% delle ricerche è a scopi militari, e il 59% è gestito da Coca-Cola e Microsoft”: per esempio, non verrebbero più curate malattie su cui non si possa avere un buon rendiconto economico, ovvero se non vi ammalate di qualcosa che hanno altre migliaia di persone potete anche morire.
- il blocco progressivo del Turn-Over: su ogni 5 lavoratori che vanno in pensione ne viene assunto 1, alla faccia del tanto invocato “ricambio generazionale”
- per “tagliare gli sprechi” e per rientrare nel budget limitato, molte facoltà dovrebbero tagliare considerevolmente i propri Corsi di Laurea. Questo è sicuramente giusto per i Corsi di Laurea che hanno un solo iscritto, un po’ meno per quelli che ne hanno anche 200 e che ciononostante non potrebbero essere ulteriormente mantenuti dalle università (il mio ne ha 60 e scomparirebbe). Nel caso specifico, il mio Corso di Laurea (Psicologia della Salute) è stato introdotto in fretta e furia 3 anni fa in seguito -a detta di un mio professore, non me lo sono inventato io- di una legge del governo Berlusconi, che facilitava la nascita di nuovi Corsi: è stata quindi fatta un’operazione selvaggia per cui, pur non avendo abbastanza risorse in termini di aulee e soldi, sono stati attivati molti nuovi Corsi che ora, secondo lo stesso governo, devono chiudere.
- infine, vista la progressiva mancanza di budget e la trasformazione delle Università in fondazioni private che possono decidere indipendemente dal Ministero, si avrebbe l’effetto più devastante e preoccupante di tutta la faccenda: LE TASSE UNIVERSITARIE AUMENTEREBBERO A LIVELLI SPROPOSITATI, qui a Pisa si parla di passare dai 1600 euro annui a 10.000. Più della metà della gente dovrebbe abbandonare l’università, e in pochissimi la intraprenderebbero.
Per quanto riguarda le altre scuole, si protesta in sintesi contro i seguenti effetti della riforma Gelmini:
- ritorno al maestro unico: dopo anni di assunzioni selvagge (quando ho finito le elementari avevo 3 maestri, due anni dopo ce n’erano 7), si ritorna al maestro unico, il che di per se’ non presuppone licenziamenti (infatti i 3 maestri che prima insegnavano in 3 classi ora possono insegnare ognuno in una classe sola): tuttavia questi licenziamenti sono stati annunciati e sono anche piuttosto massici
- riduzione dell’orario scolastico: scompare il tempo pieno e così facendo si mettono in difficoltà quei bambini i cui genitori lavorano entrambi, non sapendo dove tenerli mentre loro non sono in casa
- chiusura delle scuole più piccole (che sarebbe anche una cosa giusta, ma viene contestato che queste spesso sono scuole di montagna sorte per non far andare i bambini a decine di chilometri di distanza). Questo punto, portato avanti con fierezza dalla Gelmini fino a una settimana fa, dopo le contestazioni è stato ritrattato da Berlusconi che ne afferma la falsità: al momento quindi non è chiaro se avverrà davvero
- altre cose che io non so perchè non sono abbastanza informato sul mondo prettamente scolastico, se le sapeste voi ditemelo e le aggiungerò!
Le mobilitazioni studentesche
Queste mobilitazioni sono state riconosciute come tante facce di un unico movimento che è stato chiamato “Onda”: si sono viste in tutte le città più importanti d’Italia, universitarie e non (a Livorno, città non universitaria, c’è stato un corteo di 8000 persone, una cosa impensabile tenendo conto della popolazione totale della città). Le mobilitazioni della scuola, poi, hanno raggiunto anche i paesini più sperduti e si stanno diffondendo a macchia d’olio dappertutto.
Queste mobilitazioni sono a-partitiche: hanno una loro linea politica, ma non sono legate ad alcun partito, anche se per ovvie ragioni (dopotutto la legge la sta facendo Berlusconi) ricevono l’appoggio (spesso sopportato con fastidio) del Partito Democratico e delle altre realtà di sinistra. Non avrebbe senso mettere la questione sullo schieramento politico, perchè tutti i governi che si sono susseguiti dagli anni ’90 a oggi hanno apportato sempre maggiori tagli e peggioramenti a tutto il sistema dell’istruzione, un processo inaugurato dal tanto amato Berlinguer: la Legge 133 è la goccia che fa strabordare un vaso già pieno di un prodotto del metabolismo umano che è volgare nominare.
In questi giorni ho sentito senza scherzare decine e decine di persone (penso di arrivare al centinaio) su questi temi, e fra tuttti questi (sentiti per lo più singolarmente, quindi non avevano neanche “pressioni sociali” di alcun genere) l’unico che ho saputo essere d’accordo con la Legge 133 è un conoscente di un amico di una persona con cui stavo parlando: in altre parole, soprattutto fra gli studenti non è affatto una questione di destra o di sinistra, ma anzi sembra che il 99,9% degli studenti sia d’accordo sul no a queste leggi. Una tale unanimità nella protesta ha portato a manifestazioni oceaniche in pochissimo tempo, che si spera siano solo l’inizio.
“Cosa possiamo fare noi, che non siamo studenti e non abbiamo tempo per venire alle vostre manifestazioni?“
Potete appoggiarci anche in altri modi.
Potete parlarne coi colleghi, far capire loro che se passa questa legge la cultura e la ricerca saranno in mano a privati che -com’è normale che sia- le useranno per i propri interessi (quindi addio ricercatori in materie “economicamente inutili” come Filosofia e Storia), che se passa questa legge voi continuerete ad ammalarvi ma i medici non continueranno a studiare e a laurearsi, che se passa questa legge verranno infranti vari articoli della Costituzione Italiana come l’articolo 3 (già il numero ne fa supporre l’importanza), che afferma
“Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Insomma, questa legge è sbagliata: se avessimo una classe politica degna di questo nome, le nostre tasse (fra le più alte d’Europa) ci garantirebbero una serie di servizi funzionanti (treni, bus, strade, scuole e Università) che invece, nonostante i soldi che sborsiamo, già ora funzionano da schifo.
È giusto voler riformare scuole e università: andrebbero infatti aggiunti nuovi fondi, stimolata la ricerca e rinnovate le strutture.
Se i soldi non ci sono non è colpa delle “troppe spese” e degli “sprechi”, ma della pessima organizzazione degli introiti fiscali (in altre parole, delle nostre tasse), che chissà per quale magia in altri Paesi bastano e avanzano a fare le cose meglio che in Italia.
“Ma tanto è tutto inutile, il governo non vi ascolterà mai: rassegnatevi a perdere”
Qui entrate in gioco voi, che legittimamente magari appoggiate le mobilitazioni ma non potete prenderne parte. Il governo farà marcia indietro sulla legge solo quando questo gli converrà.
E quando gli converrà? Gli converrà quando i suoi consensi andranno a picco, quando la maggioranza della popolazione sarà con gli studenti, quando sarà diventato troppo rischioso per il mantenimento del potere portare avanti queste leggi.
Attenzione: come ho già detto, queste mobilitazioni sono a-partitiche, e il loro scopo non è abbattere questo governo. Ma il governo deve avere paura di quest’eventualità, perchè se fosse spinto solo da buona volontà e voglia di cambiare in meglio queste leggi non sarebbero state mai neanche pensate!
Quindi, semplicemente, parlatene: dimostrate il vostro disaccordo con le leggi, diffondete il dissenso e ci farete un grande favore, i giornali cominceranno a prendere sul serio la cosa e forse riusciremo nel nostro intento.
Link utili
Il testo della Legge 133
www.133.anche.no
http://no133pisa.blogspot.com/
Interessanti riflessioni sull’incostituzionalità di queste leggi
Rassegna stampa giornaliera relativa all’Università
L’ipotesi di Calamandrei, il dubbio di professore antifascista degli anni ’50 che calza a pennello alla situazione attuale
Intervista agghiacciante a Cossiga
Scusate il pistolotto, ma ci tengo molto: un’altr’anno potrei non riuscire più ad andare all’università, e dovrei andare a fare un lavoro che non mi piace, il primo che mi capita (ho solo un diploma di Liceo Classico, possibilità di lavoro dignitoso = 0). Non scriverei neanche più su questo blog.
Commentate, risponderò soprattutto alle critiche!
P.S. Leggetevi questo interessantissimo dossier linkatoci da Mara, è molto ben fatto e si legge in 10 minuti!
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